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Valutazioni critiche

...negli ultimi anni, in un breve volgere di tempo, è scaturita dalle scintille date alle stoppie, la fiamma che ci si attendeva. Ci si attendeva perchè si conosceva quella serietà di dedizione, che poi è sintomo di affezione al proprio lavoro, con cui Verio andava affrontando la sua ricerca pittorica. Quella serietà serena e operosa, unita a un sicuro magistero d' arte che, pensiamo, sia l' eredità a lui più cara derivatagli dall' illustre figura paterna. Di sotto le ali dello stile di Alberto Chiancone, il giovane Verio aveva infatti intrapreso il proprio percorso artistico, soffuso di filiale venerazione. Un rapporto di autentico rispetto verso chi è maestro poichè ha fatto di più e bene, che il nostro pittore, formato ad " un' educazione " non solo tecnica ma anche morale, ha saggiamente intrattenuto pure verso gli altri artisti, napoletani e non, da cui ha appreso. Così, ha pazientemente solidificato il suo modo espressivo, allargando e irrobustendo l' impianto compositivo, la struttura delle figure, trovando nuovi stimoli all' invenzione, parte importantissima, cui dovrebbe andare particolare cura dei pittori…

1996
PAOLO MAMONE CAPRIA


...l'artista scopre in chiave metafisica il tema dell' attesa, come predisposizione all' evento che sublima le motivazioni filosofico esistenziali che già furono elemento di riflessione letteraria di Buzzati del " Deserto dei Tartari "o di Beckett di " Aspettando Godot ". Francesco Verio affida alla figura umana, nella sua drammatica essenzialità interiore, anche la forza espressiva del suo cromatismo, che poco concede all' edulcorazione e al decorativismo…

1994
GIOVANNI AMODIO


...quasi tutti questi soggetti sono mutuati dalla realtà, ricomposti, isolati su fondali- finzioni, trattati alla maniera spesso poco diluita e decisa in cui il segno duro e violento si accompagna alla scelta di colori terrosi e, a volte, bituminosi. Volti profondamente segnati, donne in silenzio che attendono. Accanto alle figure realizzate in una sintesi di colori e forme - solo apparentemente rapidissima, con angolosità e occhi sbarrati, come si nota anche in altre opere del Verio esposte alla mostra del '91, l'Edicola e la Donna che si sveste- prendono forma anche figure nelle quali la deformazione è ancora più violenta a causa dell' adozione di colori più vivi…

1992
ISABELLA VALENTE


...la sua pittura di matrice espressionista ha radici figurative, fin dagli esordi, in quella linea pittorica napoletana del Novecento (Brancaccio, Chiancone, Striccoli, Viti, Vittorio, Lippi) che Verio continua costantemente ad evolvere come attesta la produzione degli anni novanta. "In un periodo in cui l' arte sfugge ad un tentativo di dichiarata definizione, configurandosi in una molteplicità di teorizzazioni, il Verio riscopre la figura umana nelle sue vanità ed attese. E' l'uomo con la sua vita attuale; in un certo qual modo, il Verio fa ciò che fecero gli artisti della prima metà del Novecento quando questi immettevano nei loro quadri le tematiche sociali più scottanti ed i temi della quotidianità urbana"…

1992
ISABELLA VALENTE


...un giovane esponente della leva pittorica alla ribalta: Francesco Verio..... Nelle opere del giovane artista partenopeo si nota una pennellata personale, efficace e riposante che si fa ammirare dai più scettici e severi esperti della New Figurazione Pittorica…

1990
ANTONIO CORBARA


...il motivo dominante della sua pittura, al di fuori delle mode emerse negli anni ottanta, è legato alle presenze fisiche circostanti di Napoli e della vita quotidiana elaborate attraverso le immagini della fantasia. Per questo il Verio è idealmente vicino e analizza la pittura di quella linea figurativa napoletana del novecento da Viti a Brancaccio, da Chiancone a Striccoli, da Vittorio fino, per aspetti di una nuova figurazione, a Lippi…

1990
CARLA PELELLA


...in questo pittore la problematica esistenziale gli dà non solo pensiero ma angoscia e la sua reazione è intesa e diviene violenza espressiva. Nel quadro, notiamo subito la disperazione di quella mano che si abbandona nello sconforto acuito dalla esagerata grandezza dell'arto e dalla sciattezza del vestito della persona ritratta. Quegli occhi fissi, angosciati per qualcosa che il pittore mira più come un incubo che come una meta da conseguire, ti narrano tutto un mondo intimo sofferto con dignità e misura. Violenta diviene, per reazione, l'espressività dell'oggetto del quadro che ti addolora e profondamente commuove…

1988
DINO MUROLO LANDI


 
 
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Alcuni Critici...
su Francesco Verio

Giovanni Amodio, Alfredo Avitabile, Mario Balzano, Aniello Buonincontro, Angelo Calabrese, Angelo Capozzi, Stefano Chiancone,Vittorio Como, Antonio Corbara, Vitaliano Corbi, Aurelio De Rose, Giorgio Di Genova, Alfonso M. Di Nola, Aurelio D' Orsi, Tommaso Esposito, Giorgio Falossi, Fabiano Guerriero, Linda Irace, Dino Murolo Landi, Mario Maiorino, Paolo Mamone Capria, Pasquale Mancini, Luca Maurelli, Victor Milani, Aniello Montano, Ada Sibilio Murolo, Giovanni Nocentini, Riccardo Notte, Carla Pelella, Aurelio Pellegrino, Rosario Pinto, Domenico Raio, Luciano Scateni, Italo Sgherzi, Igino Terramoccia, Francesco Tetro, Tiziana Tricarico, Isabella Valente, Roberto Valentini, Immacolata Verone, Bianca Maria Varriale, Aldo Zolfino...



 

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